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il melograno della discordia

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il melograno della discordia

Entrano questi signori in ufficio, mamma papà e bimba, sono di Torino:
– ci piace il vostro sito (bla bla bla), avremmo un monolocale da vendere in centro, però ancora non sappiamo (bla bla bla)
Andiamo a vederlo?
Al secondo piano di questa casa vecchia, entriamo in questo alloggio tutto bianco e nero, pavimento, muri, mobili.
– roba di design, mica *fuffa rivestita di Ikea. (*non hanno usato il termine fuffa)
– ce ne siamo innamorati a prima vista, l’abbiamo ristrutturato curando i minimi dettagli.
– è piccolo, ma non piccolissimo e poi ci sta tutto.
Io apro l’unica porta e sono già in bagno, diciotto metri (la casa intera, non il bagno). Forse venti, non ci scommetterei.

Tornando in ufficio penso che non lo vorrei da vendere, chiedono XXX mila euro, a mio avviso non li vale. Ma non lo dico.

Passa una settimana, forse due, me li ero già dimenticati, ma loro tornano, ci danno le chiavi:
– abbiamo deciso: vendiamo.
Vendiamo è una parola grossa, mica penserete che due foto et voilà? Ma non lo dico.

Pubblico l’annuncio sabato diciotto giugno. Via mail i loro commenti negativi sul mio testo: dalle sue parole si potrebbe pensare che lei pensi che l’appartamento sia piccolo.
Mi pare di vivere in un mondo parallelo: l’appartamento è piccolissimo.
Correggo pensando che sia sbagliato correggere. Ma non lo dico.

Sabato due luglio arrivano in ufficio incazzati, non seccati, adirati o innervositi, proprio incazzati, rivogliono le chiavi:
1. non è esposto sulla vetrina di nessuna agenzia a voi collegata
2. non lo trovano su immobiliare.it
3. non è nella bacheca.

La risposta al quesito uno è che i nostri colleghi, visto l’alloggio e sentito il prezzo, non si son scapicollati a far foto.
Il quesito due è un errore mio, l’annuncio l’ho inserito, ma è rimasto nel limbo e non so ancora adesso perché (immobiliare.it ti ho scritto una mail attendo risposta).
La bacheca è da aggiornare.

Nemmeno oggi, quando sono venuti a riprendersi le chiavi, ho parlato, ero troppo imbarazzata per aver svolto male il mio lavoro.
Sono stata mancante perché non ho mai detto nulla di quello che pensavo riguardo al prezzo, mentre io son qui anche per consigliare.
È che da quando il mercato ha iniziato a vacillare mi tocca l’ingrato compito di ridimensionare i sogni della gente, e a volte non ce ne ho voglia, così mi son beccata l’incazzatura senza fiatare, e adesso con le orecchie basse rifletto sui miei errori.

E pensare che mi pareva di aver scritto il migliore testo e aver scattato le migliori foto di sempre, ma non tutti i gusti sono alla menta neh.

PS dimenticavo la telefonata infra settimanale: non vi sento motivate! 

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