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Il viaggio della signora Rossi

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Il viaggio della signora Rossi

Il trenta di dicembre la signora Rossi mi comunicava che sarebbe arrivata, accompagnata dal consorte, verso le ore undici e mezza del giorno successivo. Doveva prendere in consegna un piccolo appartamento affittato per il mese di gennaio. Mi spiegava, la signora, che sarebbero partiti da Milano alle ore  otto e mezza precise, perché di solito, quando andavano ad Albisola, il viaggio durava due ore. Così, secondo i suoi calcoli, undici e trenta sembrava una stima ottimale.
“Comunque mi dica, Signorina Paola, a che ora chiude l’ufficio… caso mai…”
Le risposi che l’avrei aspettata.
Ma a mezzogiorno meno venti del giorno previsto per lo sbarco lei telefonava: “signorina Paola? Mi scusi tanto, ma siamo stati fermi in autostrada… non so come mai, ora andiamo però, ci troviamo a Spotorno, lei dov’è esattamente? Mi spieghi come posso fare per arrivare lì”,
Io sono a Diano Marina in via genova numero 42… e pur sapendo che non avrebbe mai capito, provo a spiegarle.
“Scusi signorina Paola, mi sono persa, sono rimasta all’uscita dell’autostrada… ahahahaha”
Sì, certo, come immaginavo. Così ci accordiamo in modo che una volta arrivati al casello lei avrebbe richiamato.

Dopo un tempo superiore alla media del tempo che di norma è necessario per arrivare da Spotorno il telefono squilla: “Stiamo uscendo adesso, potrebbe venirci a prendere al casello?”
Avete presente quando si materializzano i pensieri? Credo che un gigantesco NO debba aver preso corpo davanti al loro parabrezza. Passo oltre e inizio con le spiegazioni.
“… signorina Paola?! Non so se ho capito sa…!”
Perché certe persone non ti stupiscono mai?
Diano Marina è un paesello, la sua struttura è: mare, passeggiata mare, via aurelia e via genova, quella del mio ufficio. Loro avrebbero dovuto uscire dall’autostrada, prendere l’unica via esistente, scendere per circa un paio di chilometri fino all’unico incrocio con un semaforo, svoltare a destra ed imboccare la via aurelia, quindi proseguire per altri quattro chilometri, e una volta superato l’unico ponte, contare tre traverse e svoltare alla quarta.
Driiiing
“Signorina Paola…? Diano Marina non esiste, oppure non è segnalata bene. Anzi non è segnalata affatto direi. Ho fatto come mi aveva detto lei sa, solo che non abbiamo viso ponti, niente, abbiamo cercato sa, ma niente… Signorina Paola…? E’ in linea?!?”
No, non ci sono, non più. Sono sparita, ce ne siamo andati, il mio paesello ed io, in un mondo parallelo, o forse nello spazio siderale, non saprei bene, sa, è appena accaduto e devo ancora orientarmi.
“… no, perché, ecco, vedo un cartello, siamo ad Imperia. Signorina Paola!??!”

La faccio breve, non si erano resi conto di aver incontrato Diano Marina, così avevano proseguito per altri sette chilometri, scalando il capo berta e scollinando ad Imperia.
Non senza difficoltà siamo (siamo, perché nel frattempo la mia socia, che ci tiene a non venirmi a trovare in prigione, era intervenuta nella questione) riusciti a spiegar loro dove si trovavano. Quindi hanno fatto marcia indietro, ripreso il capo berta in senso opposto, e quando ce n’è stato bisogno hanno persino identificato Diano Marina.

Fine della storia?
Oggi la signora è venuta a pagare.
“Buongiorno signorina Paola, bello l’alloggio sa, ma, se non le dispiace, potrei esporle tre brevi precisazioni in merito alle dotazioni fondamentali di cui l’appartamento manca e che io invece avrei sicuramente fornito….”
Sento che sarà un lungo gennaio!

 

Il viaggio della signora Rossi 

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